Tarocchi Egiziani

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Il potere esoterico ed occulto degli antichi egizi rimane ancora ai giorni nostri più vivo che mai: sono molti infatti i misteri che non si ritengono completamente risolti e che vengono attribuiti alla popolazione egizia. E’ forse questo uno dei motivi per cui il mondo egizio viene spesso accomunato a quello divinatorio e si sono sviluppati veri e propri sistemi, come quello dei tarocchi egiziani, che tentano di sfruttare antiche conoscenze ancora oggi impossibili da spiegare scientificamente.

Quando si parla di tarocchi egizi generalmente si intende la lettura dei tarocchi in connessione con il profilo astrale di chi vuole effettuare la lettura. In altre parole, i tarocchi egiziani rappresentano un interessante connubio con l’astronomia a cui si ispirano in larga parte, nel tentativo di fornire interpretazioni più dettagliate. Si sfrutta per così dire il potere dei decani, divinità alle quali veniva riconosciuto il potere di condizionare tutti gli eventi futuri nelle tradizioni mistiche e religiose di molte popolazioni antiche. Il concetto di tarocchi egizi viene ricondotto in questo caso a quello dei tarocchi decani, ai quali abbiamo dedicato una sezione apposita del sito per approfondimenti.

In questa sezione vogliamo invece approfondire il concetto di tarocchi egiziani inteso come una particolare varietà di mazzi di carte aventi a che fare non con le classiche figure degli arcani maggiori, bensì con figure appartenenti alla cultura e all’astronomia egizia. Sebbene non abbiamo notizia di mazzi ufficiali di carte di tarocchi egiziani, è evidente come nel corso della storia e nelle diverse varianti delle carte dei tarocchi possiamo trovare un’importante influenza proveniente dalla più antica cultura egiziana.

Il primo a trovare una possibile correlazione tra tarocchi e cultura egizia fu lo scrittore ed esoterista francese Antoine Court de Gabelin. Già nel 1781, in una sua opera intitolata “Le monde primitif” incluse un interessante studio sui tarocchi, nel quale associa le figure dei trionfi ai geroglifici dell’alfabeto egiziano. In altre parole osservava come l’intera cultura egizia presente nei celebri libri di Thot fosse stata tramandata attraverso la codifica in immagini, quelle appunto delle carte dei tarocchi, e tramandata per mezzo degli zingari, che avrebbero portato questo tipo di cultura in Europa.

Anche altri importanti letterati come ad esempio il Conte di Mellet dimostravano ferme convinzioni nell’attribuire alla popolazione egizia l’uso dei tarocchi. De Mellet fu inoltre uno dei primi ad attribuire alle carte un importante potere divinatorio, che venne ripreso ed ampliato pochi anni più tardi dal famoso esoterista francese Jean Baptiste Alliette, altrimenti noto con lo pseudonimo di Etteilla.

Gregorio R. M. – ultimo aggiornamento: 31/03/2016

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