Tarocchi Marsigliesi

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Una variante molto diffusa dei tarocchi e ancora oggi particolarmente utilizzata ed apprezzata è quella dei tarocchi di Marsiglia o tarocchi marsigliesi. I tarocchi marsigliesi traggono le proprie radici dal mazzo di carte italiane, il primo di cui si abbia traccia nella storia secondo il ricercatore Michael Dummett. Recentemente è stata avanzata l’ipotesi che i tarocchi di Marsiglia si siano fortemente ispirati ai lavori di Marsilio Ficino, prete cattolico e figura di spicco nell’Italia rinascimentale.

Il nome “tarocchi marsigliesi” è stato coniato in epoca relativamente recente, intorno alla fine dell’800, quindi successivamente alla loro creazione, diventando un vero e proprio standard tra le varianti delle carte dei tarocchi. Il mazzo dei tarocchi di Marsiglia conta ben 56 carte suddivise in quattro semi: bastoni, spade, coppe e denari. Si nota da subito quindi la forte ispirazione al mazzo di carte italiano.

Vanno ricordate le 22 carte appartenenti al gruppo dei trionfi: il mago, la papessa, l’imperatrice, l’imperatore, il papa, gli amanti, il carro, la giustizia, l’eremita, la ruota della fortuna, la forza, l’appeso, la morte, la temperanza, il diavolo, la torre, la stella, la luna, il sole, il giudizio, il mondo e la matta. Esistono tuttavia diverse varianti anche per quanto riguarda i mazzi dei tarocchi marsigliesi, dettati dall’evoluzione nella cultura e da controversie che hanno portato alla modifica dei disegni tradizionali. Con il diffondersi della tradizione cristiana le raffigurazioni del Papa ma soprattutto di una figura femminile che ne rivestiva il ruolo venivano considerate ai limiti della blasfemia e furono ben presto sostituite con immagini ritenute più accettabili. In una variante dei tarocchi di Marsiglia possiamo trovare in sostituzione i dei Giunone e Giove. Persino le carte dell’imperatore e dell’imperatrice subirono la stessa sorte ai tempi della rivoluzione francese, e furono sostituiti nelle versioni successive dei tarocchi marsigliesi.

Sebbene inizialmente i tarocchi marsigliesi venivano utilizzati esclusivamente per giochi di carte, anch’essi attirarono ben presto l’interesse degli esoteristi per scopi divinatori. Le immagini dei tarocchi mostrano infatti delle forti componenti tratte dal mondo dell’alchimia e dell’astronomia attirando l’interesse degli amanti dell’occulto che contribuirono ad approfondirne lo studio, come lo scrittore e guru spirituale Alejanro Jodorowsky Prullansky.

Sebbene i tarocchi degli arcani maggiori siano ad oggi la variante più utilizzata, i tarocchi marsigliesi rappresentano un’interessante alternativa anche per le letture in campo divinatorio.

Gregorio R. M. – ultimo aggiornamento: 31/03/2016

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